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Substance - La bellezza come ossessione

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    Se Substance fosse un gioco   e non un ottimo film potremmo cercare di individuare tutte le miriadi di citazioni cinematografiche che la regista francese Coralie Fargeat ha disseminato nel suo secondo film premiato a Cannes 2024 come miglior sceneggiatura e con 13 minuti di applausi interminabili alla fine della pellicola. Mettiamoci d’accordo: Substance può non piacere o piacere molto. È questo il suo destino. E il piacersi è alla base del film stesso.  Una diva non più giovane (Demi Moore in stato di grazia) viene tagliata dallo spettacolo di punta dal direttore tv Harvey (nome omen) interpretato da un perfetto Dennis Quaid. A quel punto imbeccata da un bellissimo infermiere la diva si butta su un programma quasi fantascientifico che creerà una sua copia che vivrà la sua vita a settimane alterne (il processo di sostituzione è molto forte ma basilare). Tutto questo non può durare come non può durare la bellezza infinita in un mondo quello americano...

Cassandra

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  È la serie tv più commentata sui social: Anche sui siti di recensioni. Ma se li andate a trovare troverete " la serie che spiega come l'intelligenza artificiale fa paura ". Beh, come dire che della serie non hai capito nulla. Perché' la storia di questa famiglia che si installa nella prima Smart home tedesca non è per niente  un’analisi sui rischi delle tecnologie. No perché' in 6 puntate l'ideatore e regista  Benjamin Gutsche  ci porta a guardare ai grandi  temi dell’umanità. Dal ruolo della donna vilipeso (basterebbe guardare la quarta puntata per capire di cosa parlo) all'omosessualità’, all’isteria, alla salute mentale. Chi ha conoscenza del tubo catodico non potrà non trovare delle reminiscenze nel capolavoro Black Mirror o nei sapienti rimandi a Shining o a Psycho ma il mix è perfettamente riuscito  Mentre noi in Italia continuiamo con delinquenza organizzata e commissari nelle nostre televisioni all'estero si sperimenta qualc...

Non tornare a casa

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Oramai la globalizzazione ha portato alla ribalta prodotti di paesi che da noi nel mondo occidentale sarebbero anni fa sconosciuti. Don't come home è letteralmente non tornare a casa; una frase che solo nell'ultima puntata ha una spiegazione. Gli episodi che sono 6 (una cosa utile quando si vedono le serie particolari sono anche la brevità degli episodi). Nella prima parte la serie vira su una tematica horror che a metà si stravolge in universo che potremmo dire fantascientifico. La trama per quello che posso dire è all'inizio lineare. Una ragazza con figlia al seguito (o no?)  ritorna nella casa di famiglia.  Una casa che sicuramente emana un'aurea malefica. Non a caso la bambina vaga per i molti spazi vedendo spesso figura quasi diaboliche.  Mentre la madre scappa da qualcosa che è più pratico ma anche allo stesso tempo non meno pauroso. Tutti gli attori della serie sono perfetti, ma  Ploypaphas Fonkaewsiwaporn (la brevità dei nomi non è una prerogativa thailandese...

Calendar Killer un titolo fuorviante .

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  Se c' è una cosa che contraddistingue una cinematografia nazionale sono i colori fateci caso.  Nella cinematografia tedesca i colori sono sempre freddi. Variano dal blu al grigio e anche quando sono forti (come nel rosso del film) sono artificiali, quasi fastidiosi. E ora passiamo al film tratta dall'ultima opera letterale di Sebastian Fitzek, un giallista tedesco che considero uno dei migliori della scena " gialla " moderna. La traduzione italiana Calendar Killer è errata come succede spesso, perché in originale il libro ha un titolo  Der Heiweg che significa la via di casa.  Titolo perfetto perché' l'intero film si basa su un numero di aiuto telefonico per donne sole che vengono supportate quando spesso di notte si trovano in luoghi bui. La telefonata che intercorre tra Jules il centralinista e Klara la donna vittima di abusi è il fulcro del film o potremmo dire che la base su cui poggia l'intera struttura è qualcosa di attualissimo: la violenz...

Carry On

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  Chi conosce Jamie Coullet Serra (No Stop - L'uomo sul treno) sa che i suoi film sono sempre adrenalinici. E anche questa pellicola si inserisce nel tema prendendo spunto dai suoi film e dai migliori film di tensione anni 80 (Die Hard). Siamo alla viglia di Natale e un giovane Taron Egerton appena reso partecipe di diventare padre si appresta a lavorare alla vigilai di Natale al controllo bagagli di un aeroporto. Giornata considerata campale vista la quantità di persone e il caos che si crea in un aeroporto. Ethan (Egerton) è questo forse è il bello della pellicola è un uomo giovane ma oramai cinico e rassegnato dal fatto che anni fa il suo sogno di diventare poliziotto è stato frustato. Non ha avanzamenti di carriera né in parte li vuole ma stavolta viene messo nella condizione di essere al controllo bagagli. Chi è passato da un aeroporto e ha volato sa che quelle borse che passano sotto il metal detector sono una delle fonti di stress più alte nella vita. Perché non ...

Black Doves

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La nuova serie Netflix ci immerge in una Londra natalizia. E chi è stato a Londra sotto Natale sa cosa significa in termini di bellezza. E se a Londra ci aggiungi Kiera Knightley siamo subito in atmosfera Love Actually. Ma, perché nella vita c’è sempre un ma, Love Actually incontra un film di Guy Ritchie sulla malavita londinese e una spy story beh le cose cambiano. In meglio. Infatti, Black Doves è una serie tv che nonostante alcuni buchi di trama e una sorta di sospensione della realtà alla fine ti prende. La moglie di un ministro della Difesa inglese è una spia (una Kiera Knightley bellissima e bravissima) per un’organizzazione che vende al migliore offerente e si fa aiutare da un killer professionista gay interpretato da Ben Whishaw . Inseriteci dentro un diplomatico ucciso, la figlia scomparsa, bande di delinquenti londinesi e il gioco è fatto. Due appunti: la scena più bella della serie è una scena di azione e romantica (è il target della serie) gay. Sì, perché qui ...

Sciacallo

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Nel 1973 Fred Zinnerman portò  sullo schermo un libro best sellers di Frederik Forsyth su un killer solitario che prova ad attentare  la vita di Charles De Gaulle . Più vicino il tentativo con Bruce Willis ( lo sciacallo) e Richar Gere ( il cacciatore ) nel film del 1997. In questa trasposizione per la televisione  c'è una differenza sostanziale .Lo sciacallo  non è  solo ma ha una famiglia . Ed è  forse l'unica parte " debole" perché incide sul trattato televisivo come una sorta di telenovela spagnola ( la moglie e ' Ursula Corbeiro -La casa di carta). Passiamo ai due protagonisti ...un ottimo diafano Eddie Redmayne è  il killer professionista  che sembra immune da qualunque coinvolgimento.  Lashana Lynch bravissima è  Bianca il cacciatore del killer che vive una vita lavorativa e familiare complicata . C'è una scena alla fine dell ultimo episodio che li vede uno davanti all altro divisi da un leggero vetro .E questo è  simbolico i...